I cambiamenti climatici, come preannunciato
qui, sono al centro del dibattito che vede le maggiori potenze industrializzate del pianeta riunite al summit di Hokkaido che si sta svolgendo in questi giorni.
Ora non voglio soffermarmi sulla totalità di quanto emerso fin'ora dal vertice nipponico per quanto riguarda il global warming, ma, piuttosto, sul fatto che tra le varie proposte per la riduzione delle emissioni si sia distinta con particolare forza una condivisa volontà delle parti in causa di rilanciare il nucleare a scopi civili.
Ha infatti dichiarato
Berlusconi in conferenza stampa che i grandi della terra sono "
consapevoli, guardando al futuro, che si tratta di anticipare il passaggio da una società basata sui combustibili fossili ad una società basata sul nucleare", sottolineando, di conseguenza, la "
necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo".
Ma la parte più bella recita: "
L'Italia quindi si aggiungerà all'iniziativa per ora assunta da Francia e Gran Bretagna perchè non c'è altra soluzione possibile per il futuro".
Tali dichiarazioni erano state precedute dalle esternazioni di
Gordon Brown, Primo Ministro inglese, il quale i primi di giugno aveva sostenuto la necessità di perseguire tale politica per porre fine alla dipendenza globale dal petrolio.
Ora, quello che mi chiedo è: che senso ha puntare sulla costruzione di 1.000 (M-I-L-L-E!) centrali nucleari, spacciando tale soluzione come l'unica possibile, quando si stima che l'uranio, combustibile NON rinnovabile necessario per far funzionare le centrali, è destinato ad esaurirsi in pochi decenni?
Si fugge da energie fornite da fonti NON rinnovabili verso altre forme di produzione di energia basate su, guarda-un-pò, fonti NON rinnovabili. Questa sì che è lungimiranza!
Per non parlare poi di tutti gli aspetti negativi che il passaggio al nucleare comporta che ho trattato in
post passati e che rendono questo tipo di tecnologia ancora meno desiderabile.
Perchè non si investe
seriamente in tecnologie "verdi"? Ah, vero...non sono tra le soluzioni possibili contemplate per il futuro!!
Per avvalorare il mio pensiero vi linko un'intervista a
Carlo Rubbia apparsa sul blog di Daniele Luttazzi e segnalatami dal blog "
politica, ambiente e pubblicità sociale" di Josè. In questa intervista di poco tempo fa il premio Nobel per la fisica parlava dell'esaurimento delle scorte di petrolio, di nucleare, e dell'
energia solare come prospettiva di successo per il futuro energetico dell'Italia.
Leggetela, è molto interessante.
Cliccate
QUI per leggere l'intervista.