giovedì, 10 luglio 2008 Permalink
categoria : ambiente, eventi, riscaldamento globale

Come volevasi dimostrare, anche questa volta, al G8 giapponese hanno prevalso le chiacchiere invece che un impegno concreto verso la definizione di obiettivi significativi relativi alla riduzione delle emissioni che contribuiscono al riscaldamento del pianeta.

Già timide e insufficienti erano apparse l’altro ieri, del resto, le posizioni in materia ambientale che i più potenti Stati del globo avevano assunto, senza peraltro porre le basi per obiettivi di breve-medio termine, orientandosi invece solo verso un vago dimezzamento delle emissioni entro il 2050 che passasse per il coinvolgimento di tutti a livello globale.

Il vertice allargato di ieri, poi, che aveva visto i “Grandi 8” coinvolgere le cinque maggiori economie emergenti, Cina ed India in testa, al tavolo delle discussioni sui cambiamenti climatici, non ha fatto altro che avvalorare la sensazione che questo G8 sia stato, di fatto, inutile ed inconcludente.

Tutte le buone (viene da ridere) intenzioni emerse il giorno precedente si sono infatti scontrate col secco rifiuto dei due Paesi asiatici di adottare misure forti di riduzione delle emissioni a causa del timore di un rallentamento della propria crescita economica. Questa posizione è dovuta - commentano le due economie emergenti - al fatto che il G8 chieda troppo e dia poco. Infatti Cina ed India abbraccerebbero una politica globale sul clima solo a patto che i leader mondiali diano un segnale molto più forte di quanto fatto fin’ora, andando a ridurre almeno dell’80% le proprie emissioni per il 2050 e, soprattutto, basando tale impegno su una strategia che passi attraverso degli obiettivi di medio termine nell’ordine del 25-40% entro il 2020.

È comprensibile la posizione di tali Paesi del Sol Levante, che stanno vivendo oggi la propria rivoluzione industriale e hanno il diritto a quella crescita che l’Occidente ha conosciuto un secolo prima. Paradossalmente proprio questi stati si dimostrano, comunque, tra i più sensibili alla tematica del global warming, mentre i G8, a quanto pare, cercano in tutti i modi di dilatare il tempo degli interventi e soprattutto non si impegnano come dovrebbero, e come richiedono i Paesi di nuova industrializzazione, nel ridurre quel fenomeno di cui sono stati i maggiori responsabili nel passato.

Di fatto, così, le tiepide proposte emerse l’altro ieri, che più che un impegno costituivano una visione condivisa, si sono sgretolate lasciando il posto a propositi vaghi di riduzione delle emissioni a lungo termine.

Insomma, proprio quei soggetti che dovrebbero dare l’esempio e favorire un accordo condiviso tra le varie parti, anche in vista del summit del prossimo anno delle Nazioni Unite a Copenhagen dove si stabiliranno gli impegni da rispettare globalmente sulla questione climatica, vanno invece a confondere le acque e a ritardare soluzioni ormai non prorogabili ulteriormente.

Il problema è che se non assumono loro un ruolo di guida, chi lo deve fare? L’economia ha reso davvero così ciechi e irresponsabili gli uomini?



Technorati Tags: , , ,

Scritto da ChillingWarming | commenti | commenti (popup)

I cambiamenti climatici, come preannunciato qui, sono al centro del dibattito che vede le maggiori potenze industrializzate del pianeta riunite al summit di Hokkaido che si sta svolgendo in questi giorni.

Ora non voglio soffermarmi sulla totalità di quanto emerso fin'ora dal vertice nipponico per quanto riguarda il global warming, ma, piuttosto, sul fatto che tra le varie proposte per la riduzione delle emissioni si sia distinta con particolare forza una condivisa volontà delle parti in causa di rilanciare il nucleare a scopi civili.

Ha infatti dichiarato Berlusconi in conferenza stampa che i grandi della terra sono "consapevoli, guardando al futuro, che si tratta di anticipare il passaggio da una società basata sui combustibili fossili ad una società basata sul nucleare", sottolineando, di conseguenza, la "necessità di dare il via alla progettazione e alla costruzione di oltre mille centrali nucleari nel mondo".
Ma la parte più bella recita: "L'Italia quindi si aggiungerà all'iniziativa per ora assunta da Francia e Gran Bretagna perchè non c'è altra soluzione possibile per il futuro".

Tali dichiarazioni erano state precedute dalle esternazioni di Gordon Brown, Primo Ministro inglese, il quale i primi di giugno aveva sostenuto la necessità di perseguire tale politica per porre fine alla dipendenza globale dal petrolio.

Ora, quello che mi chiedo è: che senso ha puntare sulla costruzione di 1.000 (M-I-L-L-E!) centrali nucleari, spacciando tale soluzione come l'unica possibile, quando si stima che l'uranio, combustibile NON rinnovabile necessario per far funzionare le centrali, è destinato ad esaurirsi in pochi decenni?

Si fugge da energie fornite da fonti NON rinnovabili verso altre forme di produzione di energia basate su, guarda-un-pò, fonti NON rinnovabili. Questa sì che è lungimiranza!
Per non parlare poi di tutti gli aspetti negativi che il passaggio al nucleare comporta che ho trattato in post passati e che rendono questo tipo di tecnologia ancora meno desiderabile.

Perchè non si investe seriamente in tecnologie "verdi"? Ah, vero...non sono tra le soluzioni possibili contemplate per il futuro!!

Per avvalorare il mio pensiero vi linko un'intervista a Carlo Rubbia apparsa sul blog di Daniele Luttazzi e segnalatami dal blog "politica, ambiente e pubblicità sociale" di Josè. In questa intervista di poco tempo fa il premio Nobel per la fisica parlava dell'esaurimento delle scorte di petrolio, di nucleare, e dell'energia solare come prospettiva di successo per il futuro energetico dell'Italia.

Leggetela, è molto interessante.

Cliccate QUI per leggere l'intervista.



Technorati Tags: , , ,

Scritto da ChillingWarming | commenti | commenti (popup)

martedì, 08 luglio 2008 Permalink
categoria : ambiente, eventi, riscaldamento globale, dossier/libri
Lo scorso 3 luglio, in vista del G8 che si sta svolgendo in questi giorni ad Hokkaido (Giappone), il WWF, con la collaborazione di Allianz, ha pubblicato il rapporto G8 Climate Scorecards, una sorta di barometro sulle politiche di lotta ai cambiamenti climatici delle otto maggiori potenze industriali della terra (USA, Canada, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone, Russia) e delle cinque economie emergenti: Brasile, India, Cina, Messico, Sudafrica.

Tale documento ha evidenziato come il blocco europeo stia attuando le politiche più virtuose nell'implementazione del Protocollo di Kyoto, anche se tali Stati sono, comunque, solo a metà del percorso che porta al raggiungimento degli obiettivi, come possiamo vedere dal grafico seguente:


L'associazione ambientalista si rivolge quindi, con questo documento, ai "Grandi 8", poichè questi "hanno la maggiore responsabilità e devono assumere la guida, impegnandosi a drastici tagli nelle proprie emissioni, nell'ordine di una riduzione almeno tra il 25% al 40% entro il 2020". E dell' 80% entro il 2050.

Il rapporto in questione, tuttavia, non vuole essere solo una critica agli insufficienti sforzi delle più grandi potenze mondiali verso la questione climatica. Rileva, infatti, come siano da evindenziare anche alcuni  aspetti che fanno ben sperare per il raggiungimento degli obiettivi sopracitati.
Non è tutto nero dunque, ma sicuramente i colori seguono sfumature di grigio.

Vedremo se questa volta i "potenti della terra" saranno in grado di proporre prospettive politiche adueguate alla "crisi ambientale", o se, come al solito, tutto si risolverà in un polverone privo di sostanza concreta.
Gli scienziati hanno mostrato come l'obiettivo di mantenere l'aumento delle temperature entro i due gradi centigradi potrebbe non bastare. E' necessario, quindi, che si arrivi ad un accordo condiviso che abbia alla base un impegno concreto e ambizioso da parte di questi Stati, secondo prospettive che coinvolgano anche il breve-medio termine.
E' necessario che gli USA inizino a pensare più al Pianeta che alla propria economia e si impegnino nella riduzione del proprio impatto ambientale dato che sono tra gli Stati che più contribuiscono all'emissione di gas nocivi per l'ambiente (gli USA hanno sempre rifiutato la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto adducendo la motivazione del rallentamento della crescita economica del Paese che ne deriverebbe).

Dato che il tema dell'ambiente e dei cambiamenti climatici è stato posto tra le priorità assolute di tale vertice e visto che gli effetti dell'azione umana sull'ambiente iniziano a mostrarsi in maniera inquietante, c'è da sperare che le discussioni del tavolo di Hokkaido non rimangano sul piano delle promesse e della retorica come spesso è successo in passato, ma che riescano a generare dei segnali politici per la comunità internazionale, stimolando una cooperazione orientata ad ambiziosi tagli delle emissioni di CO2.

Questo G8 può e deve porre le basi per un importante passo in avanti delle trattative ONU sul clima che il prossimo dicembre avranno luogo a Poznan, in Polonia, e si concluderanno con la Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Copenhagen, fissata per la fine del 2009.


Per maggiori approfondimenti:


Technorati Tags: , , , , ,

Scritto da ChillingWarming | commenti | commenti (popup)

giovedì, 05 giugno 2008 Permalink
categoria : ambiente, eventi, riscaldamento globale, intelligenza attiva

Marcia per il clima, Legambiente, Associazione ambientaliste, Pinguini"Il clima sulla terra sta cambiando, ma tardano decisioni condivise ed efficaci della politica per contrastare questa emergenza planetaria. Spetta dunque a noi sollecitarle e soprattutto operare una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta.

Possiamo farlo ripensando il modo di produrre energia, di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l'acqua, l'aria, la vita sulla Terra.

Ci mettiamo in "Marcia per il Clima" organizzando a Milano il 7 giugno una grande manifestazione nazionale promossa da un'ampia alleanza delle associazioni italiane."

Non ci sono migliori parole per promuovere questa manifestazione che si svolgerà a Milano dopodomani.

Un'ulteriore contributo che Legambiente, insieme a molte altre associazioni italiane sensibili alla tematica del riscaldamento del pianeta, offre alla causa ambientale.

Chi è di Milano o ha possibilità di andarci è importante che partecipi. Ricordate che una persona in più che aderisce non rappresenta solo un'ulteriore voce di un coro sempre più numeroso, ma soprattutto una fonte preziosa di diffusione di questi principi di responsabilità ambientale che troppo spesso sono messi in secondo piano.

Potete trovare il programma della giornata nonchè ulteriori informazioni e l'elenco delle associazioni partecipanti qui.

 


Scritto da ChillingWarming | commenti (2) | commenti (2) (popup)

martedì, 03 giugno 2008 Permalink
categoria : ambiente, eventi, riscaldamento globale, intelligenza attiva
ambiente, bambini, risparmio energeticoIl prossimo 5 giugno, come avviene dal 1972, anno in cui venne istituita tale ricorrenza, si celebrerà il World Environment Day (Giornata Mondiale dell'Ambiente).
Attraverso questo evento l'ONU, organizzazione promotrice dell'evento, ha da sempre voluto portare avanti un'opera di sensibilizzazione di livello globale verso le tematiche ambientali, che richiamasse l'attenzione dei vari governi nazionali e che soprattutto spingesse all'azione.
La denominazione che assume quest'anno l'evento è "Kick the Habit! Towards a Low Carbon Economy", in relazione alla sempre maggiore centralità che al giorno d'oggi assumono le tematiche del riscaldamento globale e della necessità di azzerare le emissioni di gas nocivi per il pianeta.
L'evento, cui aderiscono migliaia di città in tutto il mondo, oltre a rivolgersi ad imprese e stati ponendosi come vetrina per soluzioni energetiche sostenibili, programmi di riforestazione e promozione di stili di vita volti ad una maggiore efficienza energetica, vuole, innanzi tutto, mettere al centro le persone sensibilizzandole sul fatto che solo dalla responsabilizzazione di ciascuno di noi potrà nascere un vera e propria cultura ambientalista  volta alla sostenibilità. Questo ben si sposa con quello che noi di ChillingWarming pensiamo.

Trovo questo evento che si ripete tutti gli anni un'occasione importantissima per delineare il cammino verso il raggiungimento di una coscienza collettiva basata su un'etica ambientale. Quello che però mi stupisce è che poi, nei comportamenti quotidiani, molte persone tendono a dimenticarsi che non è il partecipare a questo tipo di eventi che fa bene all'ambiente, ma il mettere in pratica giorno dopo giorno ciò che da questi eventi si è appreso.

Sono convinto che pian piano comportamenti responsabili in tal senso si stiano diffondendo, ma la loro velocità di propagazione è troppo ridotta rispetto a quella di deterioramento del pianeta.

E' NECESSARIO che ciascuno di noi apra prima di tutto gli occhi, si renda conto di quanto poco basti per rispettare l'ambiente, e trasmetta questa sensibilità a tutte le persone che conosce.

Per maggiori informazioni sul WED 2008 ecco il link per il sito dedicato dell'ONU.


Scritto da ChillingWarming | commenti (3) | commenti (3) (popup)